AUGURHIC!


AUGURHIC!

 

Dai che ci siamo! Regali fatti, finalmente relax, relax, relax. Non si pensa più a niente.

Noooooo, cavolo ti sei dimenticato il regalo per zio Ermete! Lo zio, quello un po’ rompicoglioni, “raffinato intenditore di vini” come si definisce lui. Quello che al pranzo di Natale, vuole il vino rosso scaraffato, “almeno due ore prima”, come dice lui. Quello che comincia a girare il vino nel bicchiere, lentamente, con un gioco di polso degno del miglior McEnroe, quello che ci caccia tutto il naso nel bicchiere e sta lì quasi facesse un suffumigi di vino, e poi ancora a girare, che tutti sono lì ad aspettare il suo verdetto. Si ferma, guarda gli archetti lasciati dal vino nel bicchiere. Poi lo porta alla bocca, se ne infila un goccio e comincia a succhiare, soffiare, gargaricizzare, in un trionfo di sbuffi, suoni, sputacchi. Mentre la zia Irma, sua moglie, fa una faccia contratta, impaurita. Sì ha paura, paura di aver sposato da 40 anni ormai, già zio Ermete ne ha settanta buoni, non un uomo ma un formichiere. E poi come sempre zio Ermete, nel silenzio fragoroso di una tavola con 30 parenti amici ex mogli ex mariti proto cognati e figli sgangherati, guarda fisso nel vuoto e scuote la testa pelata. Dio mio, il vino che hai portato non gli è piaciuto. E tu in silenzio trangugi una tartina spalmata di fegato, il tuo.

Ma stavolta sorprendilo, sbeffeggialo, scammellalo. Vieni da Hic, troverai il vino giusto per quel rompicoglioni di zio Ermete.

Auguri di un Natale meraviglioso a tutti voi e, perché no, anche a zio Ermete.

 

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